Una galassia dentro il suo sguardo

Ti fermi un attimo e cerchi una spiegazione con la mente,  provi a farlo anche ad alta voce, perché ancora una volta qualcosa nella tua vita accade senza ragione alcuna, è successo così, per caso. Una mattina ti svegli, una mattina come tante altre, nella quale non hai proprio programmato nulla, se non lasciarti guidare dalle mere formalità di una giornata qualunque. Non ci badi neppure più del dovuto, perché capitano queste giornate cosi, e le vivi anche discretamente bene, le prendi come un momento di relax mentale, in fin dei conti non ti manca nulla, e non perché hai tutto, ma perché tutto ciò che davvero conta lo possiedi già, sei cosciente  e consapevole, che la vita è li, davanti a te, la stai attraversando con ogni respiro, con lo sguardo, l’ascolti nei suoi silenzi e nei suoi frastuoni, la tocchi con ogni parte di te, e quindi non puoi fare altro che ammirarla, apprezzarla,  godertela e viverla in ogni sua sfumatura, non tralasciando neppure i suoi lati oscuri e misteriosi, perché essi sono i momenti in cui di conseguenza riesci maggiormente ad apprezzare con amore, bramosia ed emozione ogni attimo a disposizione che spesso tralasci, oppure che metti in secondo piano per qualcosa che in realtà non è poi cosi importante. Prendi spunto per dare peso a quegli eventi che sembrano scontati, e forse quotidiani, come il suono del vento, l’odore della pioggia, un tramonto, il sorriso di un bambino, il “grazie” di un mendicante, lo sguardo di una donna.

Ecco questo è quello che non riesci a spiegare, e poi, come e a chi potresti mai trasmettere ciò che ti è successo dentro, quando inciampasti nei suoi occhi? Ormai il mondo è arido di emozioni e sentimenti, sembra di viaggiare per un deserto dove neppure la pioggia torna più a far la sua apparizione, in mezzo a quelle dune intravedi piccole oasi di speranza che vengono subito spazzate via dai pregiudizi, dai preconcetti. La gente ha paura a conoscersi, a dialogare, a interagire, precludendosi ogni possibilità di emozionarsi, di scoprire. Sarebbe fantastico, quasi fantasioso sapere che l’espressione di un emozione, di una sensazione, e perché no, di un sentimento, venisse preso in considerazione nella suo più profonda e sincera natura cosi com’è per te che lo stai esternando con immensa naturalezza, con quel pizzico di timidezza che tendi a nascondere perfino a te stesso. Quel gesto cosi spontaneo, che potrebbe essere anche un semplice saluto imbarazzato, andrebbe accolto e carezzato, se si riflettesse alla sue essenza, al fatto che stai mettendo a nudo la parte più vulnerabile e intima di te al cospetto della natura stessa del gesto. Ma che senso ha discutere di tutto ciò, visto che queste emozioni, questi sentimenti appartengo ad un tempo che ormai non esiste più, un epoca che si può rivivere solo leggendo qualche romanzo, qualche vecchia novella. Ormai si è rimasti in pochi a credere a tutto questo, a vivere ogni attimo come un’opera narrativa, e più il tempo scorre, e meno è probabile incontrare qualcuno con la quale non servono filtri, parole ad effetto, strategie, e atteggiamenti circostanziali.

Eppure ti è capitato, non sai spiegare la sensazione di sentirsi graffiare dentro da un unghia che ti lascia quella piccola cicatrice, che poi non è neppure una cicatrice, è più una scorticatura di piacere, che ti destabilizza, ti scuote l’anima, e per quanto insolita e coinvolgente sia, cerchi di fare presa alla tua razionalità, alla tua psicologia per non cedere a qualcosa di cui non ti eri neppure preoccupato di affrontare, e credo che neanche avresti voluto che capitasse, perché in fondo un po’ disilluso lo sei  anche te oramai.

 

Ma cosa puoi farci, ti è successo. Lei, aveva uno sguardo che sembrava riflettere una galassia intera, un universo nel quale provavi ad individuare un punto di riferimento per orientarti, ma più lo cercavi, più rischiavi di perderti, perché era cosi immenso dentro i suoi occhi, che un appiglio non lo si poteva trovare, e tu, in quegli occhi ti ci sei smarrito. Forse, adesso che ci pensi, non ti sei mai perso veramente in un oceano simile, fa un po’ paura, lo so, perché i pensieri vanno a velocità elevata, si sovrappongono tra di loro e non riesci ad afferrarli, e tu vorresti essere lucido per sapere cosa fare, come affrontare quel naufragio, ma aimè! Non puoi proprio farci nulla. Aveva un gentilezza sleale che neppure lei sapeva di possedere, si, mi viene da descriverla cosi, e in mezzo alla folla, lei brillava, e non per la sua bellezza, ma per quello che nel suo profondo conserva. Tu hai avvertito tutto ciò, e ti dirò di più, forse non ti capiterà più di vivere qualcosa di simile, non sei più tanto giovane da credere che ti manchi l’esperienza per poterlo affermare, sei cosciente che qualcosa è successo dentro di te, e non puoi più ignorarlo, già qualcosa ti ha spinto a denudarti al suo cospetto, non preoccupandoti delle conseguenze. Hai anche messo in conto che tutto può senz’altro essere solo successo a te, che lei non si sia neppure accorta di te, ma ciò non vuol dire che sia sbagliato, ognuno vive il tempo in maniera relativa, e in momenti influenzati in modo differente, per questo non puoi fare altro che rispettare il suo tempo, la sua natura e la sua bellezza, ma allo stesso modo hai fatto bene a  seguire il tuo cuore, perché non darti la possibilità di assecondare ciò che ti è giunto incontrandola, quello sarebbe, si, stato un errore, per la tua natura.  Allora lascia che i tuoi pensieri seguano la loro strada, asseconda le tue sensazioni non varcando mai il confine delle sue, perché se davvero le vostre anime si appartengono, non serviranno parole, occasioni, e neppure circostanze particolari, loro faranno di tutto per non perdersi più.

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