Opportunità o Pandemia

Mai come in questo periodo storico ci si dovrebbe fermare a riflettere. Eppure sembra che taluni si preoccupino più sul come venire fuori da quest’avvento inaspettato, ci si ingegna a come ingannare il tempo, che poi alla fine non lo puoi ingannare, al massimo lo puoi ammazzare, piuttosto che sfruttarlo a proprio vantaggio. Perchè si ha voglia, quasi la necessità, di fuggire dal peso delle ore che adesso abbiamo a disposizione per noi stessi, mentre fino a poche settimane fa, quasi tutti ci lamentavamo che non ne avevamo abbastanza? Chi lamentava di essere parecchio stanco, chi invece stava attraversando un periodo faticoso, o semplicemente delle situazioni difficili e pertanto si necessitava di un periodo di riposo, di tregua. 

Frasi del tipo: “non ho avuto tempo”, “sono stato impegnato” , “appena ho tempo lo faccio” , “se avessi tempo mi piacerebbe” , “che fortuna sarebbe, potere stare a casa”, ecc. ecc.; ricorrevano per la maggiore, ma adesso che si ha il tanto agognato tempo,cosa succede?  è diventato il nemico oscuro dal quale vogliamo scappare, facciamo di tutto per nasconderci da esso, piuttosto che accoglierlo a braccia aperte. Con ogni sortilegio proviamo a non osservare le lancette dell’orologio per paura di prendere coscienza che sarà ancora lunga la giornata. Invece dovremmo rattristarci, perché abbiamo solamente sprecato un’occasione, siamo stati abili a sfuggire da noi stessi, proprio quando dovevamo confidare in esso e lasciarci
trasportare dalle ali del nostro pensiero.

Siamo stati abili come esseri umani, di mettere a punto una realtà che nella nostra convinzione ci favorisce benessere, libertà  e comodità, non considerando che in verità è finita per intrappolarci e depersonalizzarci a tal punto da non renderci  neppure più conto del perché facciamo parte di questo meraviglioso universo. Mai quanto adesso  risalta l’egoismo più sincero dell’essere umano, a dir il vero non è che venga messo in rialto in quest’epoca, perché è un’evidenza millenaria, ma in questo periodo cerchiamo di rifletterci su, distacchiamoci dalla superiorità che crediamo di possedere a discapito di tutto ciò che ci circonda, non consideriamoci i padroni dell’universo, ma parte di esso. Distaccarci da noi stessi e iniziare a riflettere su ciò, non è semplice, non siamo abituati a farlo, non siamo educati a metterlo in pratica, non abbiamo mai avuto tempo per poterlo fare.  Ma adesso, si, che ne abbiamo. Anziché stare nella speranza che tutto finisca prima possibile, dovremmo sperare che prima possibile ci si prenda coscienza di ciò che abbiamo fatto al mondo che ancora oggi con fatica ci porta in grembo. Ciò non vuol dire che non ci debba dispiacere per la gente che muore, che si ammala, che soffre, ma in fin dei conti quotidianamente dovremmo convivere con questo peso, perchè anche la guerra fa morti, la fame del terzo mondo fa vittime , e non ultimo perchè la morte, che gli occidentali ancora considerano come qualcosa di estraneo, fa parte della vita di ogni essere vivente.

Ci sono esseri viventi che calpestano la natura, che deplorano ciò che hanno, che disprezzano la vita con ogni mezzo lecito o illecito credendo di migliorarla,  ed esseri viventi di razza e tipologia differente che coesistono  tra di loro rispettando il ciclo naturale della vita, e la natura di ognuno di essi. Quante volte a tal proposito ci siamo meravigliati e affascinati, all’impollinazione dei fiori, di come gli insetti pur perseguendo il loro fabbisogno vitale , permettano a fiori e piante di riprodursi, che a loro volta al termine del loro ciclo diventano fonte di nutrizione per altri esseri viventi e cosi via. Sono infinite le dinamiche e i cicli della natura che ci meravigliano e procedono nel corso dei secoli con rigoroso rispetto della vita. Cosa che non si potrebbe dire degli esseri umani. A questo dovrebbe servire il tempo che oggi forzatamente e per fortuna abbiamo a nostra disposizione. Chiunque oggi rimane terrorizzato dal numero dei morti, dai contagiati, ma in realtà cosa veramente ci preoccupa? Cosa ci fa stare male nel profondo? La gente che muore e che si ammala? Non credo, perché se cosi fosse non ci sarebbe giorno, ora, minuto o secondo della nostra intera vita, che non dovremmo affliggerci per tutti gli esseri umani che abbiamo ucciso, e continuiamo a far morire, con le nostre azioni, con il nostro egoismo, con i nostri scopi, ma anche con la nostra indifferenza.  Siamo cosi egoisticamente concentrati su noi stessi, che continuiamo a preoccuparci di essere risparmiati dal virus, quando dovremmo riflettere seriamente perché sta avvenendo tutto ciò, e porci la domanda che cosa abbiamo fatto noi come esseri umani fino ad oggi, per far scaturire tutto ciò?

 

La storia, ma in primo luogo la vita, per chi ad oggi ne ha avuto esperienza, ci ha insegnato che nonostante si sia intimamente legati a qualcuno, quando la morte sopraggiunge per le persone a noi care, si andrà sempre e comunque avanti, si ripartirà da se stessi. Allora prendiamo spunto da questa verità, per considerare che per quanto drammatica adesso è la situazione, non possiamo rimediare ciò che è stato e non possiamo neppure evitare che il corso di questa pandemia venga fermato prima che abbia svolto il suo ciclo naturale. Non è un ragionamento fatalista, e neppure una considerazione pessimistica, ma semplicemente la presa di coscienza che dobbiamo ripartire da noi stessi, individualmente dobbiamo educarci, con questo tempo a disposizione, a riflettere sulla nostra esistenza a ciò che facciamo e non facciamo per contribuire nella distruzione della nostra vita e di tutti gli esseri viventi. Come detto prima, anche non prendere posizione, far finta di non vedere, è un contributo negativo. Iniziamo con ritagliarci qualche minuto al giorno per riflettere, meditare se vogliamo, iniziamo a ripercorrere il nostro passato, e non i ricordi di un amore, di una giornata al parco, o al mare, oppure il giorno del compleanno, o al natale, ma bensì a tutto ciò che con la nostra convinzione di superiorità e di invincibilità, abbiamo perpetrato a discapito del nostro prossimo, della natura, dell’esistenza in generale. Sicuramente qualcosa possiamo fare, farci portavoce, educatori, consiglieri, valorizzatori della vita, per le attuali e nuove generazioni, ma soprattutto fermarci sul pensiero consapevole che non siamo degli esseri superiori, e non in termini d’intelletto, ma di supremazia sulla vita. 

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