Un giardino in mezzo al mare, tra le Egadi (TP)

Occorrono appena settanta minuti, venti miglia a nord-est del mar Mediterraneo, mentre sottili e profumati schizzi di salsedine ti vaporizzano il viso, per  osservare dalla prua dell’aliscafo un osai verde che si estende per qualche chilometro in superfice, e si innalza delicatamente verso il cielo con tutta la sua chioma verde. Ecco, questa  stessa imbarcazione che poco prima ha mollato le cime da un porto, una città che ne conoscevi le sagome, i colori, i suoni, adesso ti sta conducendo verso un posto che forse ne avrai solo sentito parlare, avrai ascoltato racconti sulle sue meraviglie, le peculiarità, ma anche le contraddizioni, un luogo quasi mitologico. Man, mano che conquisti miglia cominci a delineare la sua forma nei tuoi occhi, i colori predominanti, bianco, azzurro e verde sembrano fondersi tra di loro, per poi tornare a separarsi, ad ogni battito di ciglia. Farai fatica a non spostare lo sguardo, prima a destra, poi in basso, e ancora a sinistra, fino ad arrivare con gli occhi in alto, sul promontorio dove a vegliare sull’isola di Marettimo c’è il Castello di Punta Troia.  

Ti basterà poggiare i piedi a terra per capire che i secoli di storia hanno mantenuto viva la vera natura di quest’isola, nonostante sia stata sede delle dominazioni Cartaginesi fino 241 a.C , di quelle Saracene, poi sconfitte nel 1061 dai Normanni, dei Romani e degli Spagnoli. Ciò che inizialmente mi ha legato a questo luogo, è la scoperta che la leggendaria Itaca, patria del mitico Ulisse, corrisponde per posizione geografica e descrizione proprio a Marettimo, l’isola dell’arcipelago Egadiano. Che sia solo una coincidenza, una storia, un mito? Ma la realtà è che ne ha davvero tutte le caratteristiche che poema.

Lungo il molo, nonostante la vita commerciale si svolga ciclicamente a ridosso del porto, troverai solo qualche isolano del luogo, perlopiù saranno viaggiatori che stanno per partire o sono arrivati, proprio come te. Le case che ancora oggi conservano i segni architettonici delle varie dominazioni, sono tutte racchiuse nella parte antistante dell’Isola, e le uniche porte d’accesso alla vita cittadina, sono i porticcioli (scalo vecchio e scalo nuovo) situati a nord e a sud, di questa lingua di terra abitata, che si estende verso il mare. Anche se arriverai in piena stagione turistica, respirerai sin da subito la tranquillità che regna sovrana tra le vie, in mezzo le case, e all’interno delle piccole locande del posto, si, perchè chi varca la soglia di questa terra è come se venisse influenzato dallo stile di vita che gli abitanti del luogo svolgono da sempre. Potrà capitarti che come primo approccio, i Marettimari ti sembreranno  diffidenti, distaccati, e forse è cosi , come se nonostante ogni anno passino di li milioni di turisti più o meno abituali, non si fossero ancora abituati ai forestieri. Ma ti basterà fare semplicemente un saluto, mostrare un sorriso, o chiedere qualche informazione, per capire che sotto quell’apparente corazza di diffidenza, c’è un animo infinitamente ospitale e gentile, premuroso e accorto tenderei a dire, come se aspettassero la tua visita chissà da quanto tempo, e finalmente eccoti li.

In quest’isola ti sentirai un esploratore, un avventuriero, perchè per visitarla non ti sarà sufficiente soffermarti alle prime spiaggette, alle cale o grotte accessibili dalla terra ferma, per entrare in contatto con la sua più profonda realtà dovrai circumnavigarla in tutta la sua estensione, e per farlo potrai affidarti alle innumerevoli escursioni che piccoli privati o tour organizzati ti offriranno. Io ho sempre preferito l’ausilio di qualche vecchio lupo di mare, che con il suo amore per questa terra e le sue tante storie, a volte personali, altre tramandate negli anni, riesce a farti vivere ogni singolo angolo come fosse una favola. Delle circa 400 , tra grotte e insenature presenti, quelle che ti consiglio assolutamente di visitare sono le Grotte di  Ruttidi(piccole grotte). Tuffati in mare nuota tra le trasparenti e cristalline acque sabbiose, ti sembrerà di essere sospeso in aria, percorri i quaranta metri di quel tunnel che ti trovi davanti, ti accorgerai solo alla fine di esso, che sarà il più bel tunnel che avrai mai percorso, perchè ti porterà dove il cuore non è mai stato prima d’ora. Tutto si farà buio, ma nuota, anche se un pò di timore potrà assalirti, non voltarti mai, sentirai solo l’eco del tuo respiro e il suono della risacca del mare in fondo alla grotta. D’un tratto accadrà qualcosa che non  potevi immaginare,  toccherai con i piedi la sabbia, ci sei quasi, ancora qualche bracciata e sarai giunto alla fine della grotta, l’acqua ti arriva alle caviglie adesso, sotto di te c’è una piccola spiaggetta incredibilmente suggestiva, ma non è questa la sola bellezza, dovrà ancora avvenire la magia. Lasciati alle spalle la parete rocciosa e levigata allo stesso tempo della grotta, voltati verso la direzione cui sei arrivato, ci sei, l’acqua di colpo si abbassa, si ritira, lasciando entrare dall’insenatura antistante, una meravigliosa luce che illumina tutta la grotta, durerà solo pochi secondi perchè si ripeta nuovamente, ma quei secondi saranno unici, incancellabili,  perchè  illumineranno i tuoi occhi e il volto della persona che amerai per tutta la vita, perchè questa è la grotta dell’AMORE

Era troppo buio per vedere, e anche se non ci conoscevamo poi cosi bene, non ci appartenevamo, o meglio non lo sapevamo ancora, lei era li con me, e in quel momento, in quei pochi secondi eterni, nel momento in cui il buio cedette il posto al bagliore, e la luce le sfiorò il viso, colorando di cristalli i suoi capelli, illuminando di tenerezza i suoi occhi, e spezzando ogni respiro, capii che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre, i nostri cuori non sarebbero stati più gli stessi. E non fu l’unica magia che accadde in quel momento, in quella grotta incontrai la mia anima affine, forse il mio spirito guida, per certi aspetti, un’amico che ancora oggi è parte essenziale della mia vita. Adesso sai, che in questa grotta, al di la che tu sia con qualcuno che conosci già, o qualcuno che per caso si trovi li, nello stesso momento con te, può avvenire questa magia, perchè non è una leggenda, e se anche lo fosse, mi piace testimoniare che è una leggenda che si avvera. 

Di giorno, il centro abitato di Marettimo appare come un luogo fantasma, e non perchè non ci sia nessuno per le strade ancora meravigliosamente poco asfaltate, ma è come se tutto abbia un tempo dilatato, lento e aggraziato, anche le conversazioni tra amici, con i commercianti assumono questa caratteristica, un pò come per non disturbare troppo chi è li per evadere dal caos e la frenesia cittadina. Ma al calar del sole, ancor prima che il crepuscolo raggiunge la sua massima presenza, succede che tutto il paese si colora di festa e allegria, in ogni dove ci saranno piccoli gruppi di persone che bevono cocktail, birra, o semplicemente del vino, sentirai musica danzante un pò ovunque, senza mai capire da dove provenga veramente, ti capiterà di vederli seduti sui gradini di qualche abitazione, o nei tanti localini che si affacciano sul porto, o sulla piazza principale. Sentirai il borbottio delle piccole barche di pescatori che prendono il largo per la pesca notturna, o vedrai qualche gruppetto di vecchietti, radunati attorno ad una qualsiasi struttura che possa fungere da tavolino, giocare vivacemente a carte. Ti capiterà di partecipare a giochi organizzati per piccini, ma anche per grandi, e mentre tutto scorre, senza rendertene conto arriverai alla sera, e allora non ti rimarrà altro che recarti in una delle locande a base di pesce sparse qua e la. Ti consiglio al Carrubo, un ristorantino appena fuori dal centro abitato, che raggiungi tranquillamente passeggiando per contrada Pelosa, potrai cenare in questo locale immerso nel verde con vista sullo scalo antico. Alla fine della cena d’obbligo fare un giro per i negozietti artigianali, e magari mangiare un gelato, oppure recarti al mare e godere del riflesso della lune e le stesse sul quel mare diventato adesso scuro e minaccioso, ma solo all’apparenza. E mentre la notte va, in lontananza potrai ammirare le sagome di Levanzo, Favignana e Trapani.

Al mattino ti consiglio di fare colazione a La Scaletta, un locale accogliete, all’interno funge anche da piccola libreria, potrai godere di una colazione vista mare mentre vedrai sorgere il sole per dare il buongiorno all’isola, insieme al rientro dei pescatori dopo la battuta di pesca notturna. Ricordo che proprio in questo locale ebbi la fortuna di incontrare l’ultimo  Rais, l’ultimo re della Tonnara, Jachino Cataldo, un umo che per la statura e il viso consumato dal tempo e dalla fatica, appariva come un gigante, ma di quelli buoni, che dietro lo sguardo nascondono la bontà d’animo. Che emozione avergli potuto stringere la mano e scambiato due chiacchiere, durante un’inaspettata colazione. Prima di lasciare quest’isola non puoi perderti la visita del Castello di Punta Troia, lo potrai raggiungere in diversi modi, ma sicuramente ti consiglio il sentiero che inizia proprio sul finire di Via dei Campi. Un percorso di trekking, ricco di fauna e vegetazione. Il sentiero riserva sempre scenari e difficoltà differenti, ma la vista del mare alla tua sinistra non ti farà mai perdere l’entusiasmo di giungere fin li, nel promontorio che nel IX secolo venne abitato dai Saraceni e successivamente nel XVII sec. gli Spagnoli donarono ad esso la sua attuale forma. Terminata la visita del castello, raggiungi la spiaggia ai piedi del colle, una delle poche di Marettimo, e goditi una giornata di relax tra acque cristalline e sole, recuperando le energie impiegate durante il tragitto, e aspettando il tramonto mozzafiato, visibile solamente da questo lato dell’Isola.  Rimarrai sorpreso ancora una volta, quando vedrai materializzarsi a pochi metri dalla riva, qualche barchetta che ti offrirà la possibilità di ritornare verso il piccolo paese di Marettimo a bordo di essa, e con la pelle che saprà ancora di sole e sale, potrai goderti il viaggio di ritorno, cullato dal movimento delle onde e dal vento che ti sfiora il volto ed i pensieri, ma che non farà volare via le immagini e le emozioni della giornata appena trascorsa.

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Un giardino in mezzo al mare, tra le Egadi (TP)
Alla scoperta di Marettimo isola del Mar Mediterrano. Un viaggio tra leggende, amore, storia e avventura. Un arcipelago senza tempo.